Ramen succulento

Un angolo di Giappone a RomaMikachan - trattoria giapponese all'infernetto, è come ritrovarsi catapultati in un angolo di giappone, un localino tipico, dai colori e dall'atmosfera informale ed accogliente. Massimo 16 persone accolte come se si fosse a casa. Polpette di polpo, sushi e ramen da rimanere senza fiato.

A Roma, se prendi la via per il mare, puoi arrivare fino in Giappone

Proprio così.. In zona Infernetto c’è un luogo dove la poetica orientale ti incanta.

Chiamarlo ristorante sarebbe riduttivo, perché non è solo mangiare, di per sé superlativo, ma vera e propria condivisione di cultura e di gioia di vivere.

Questo è Mikachan.

Interno locale - foto Veronica GustOSA e Micaela

Cominciamo dal principio, Micaela Giambanco nasce a Roma da famiglia italiana, anche se i tratti somatici, specialmente il taglio degli occhi, ricordano decisamente l’Oriente. La stessa infatti non esclude, anzi io direi proprio che lo spera, che qualche avo discenda dall’Asia, si spiegherebbe così quest’amore incondizionato per il Giappone, presente fin dall’adolescenza.

Inizia a studiare karate a 15 anni, per passione, disciplina che a 19 anni la porta nel suo amato Giappone.

La mattina lavora per mantenersi e comincia a frequentare dei corsi di cucina. Ascoltiamo le sue parole con interesse.

“La cucina giapponese è cultura, è tutto uno studio, c’è una ragione dietro ogni azione, ogni impiattamento.”

I 5 colori rappresentano ognuno una cosa diversa.  Ogni stagione ha i suoi piatti, ma non solo per ciò che riguarda le pietanze, anche per i disegni nei piatti. Tutto è meticoloso, preciso, sensato e rispettoso.  Le preparazioni sono molto lunghe, c’è grande precisione nel fare le cose…”

Micaela infatti, pur avendo fatto un corso ad-hoc, non fa pasticceria giapponese e attenzione, so che questo potrebbe spezzare il cuore di molti lettori, non prepara neanche il tempura, perché il vero tempura è molto complesso, ci dice.

“Il tempura non è una banale frittura, c’è una complessità che va rispettata”.

Fino al 2019 la campionessa di sushi si recava in Giappone circa due volte all’anno per frequentare differenti
corsi di aggiornamento, per imparare nuove tecniche e procedure.  Durante il lockdown ha comunque deciso di non fermarsi, guardando tutte le serie televisive giapponesi in lingua originale. Eh sì! Micaela parla anche giapponese!

“Se non si è stati in Giappone, non si può riproporre un gusto, un sapore, un odore” : Ci dice.Dettaglio succulento sashimi
Da Mikachan è tutto pervasivo, una pausa nel tempo romano. E non si può che sognare ad occhi aperti.

Micaela compra tutti gli alimenti secchi e surgelati direttamente dal Giappone.

“Alcuni pesci da noi non esistono, ci tiene a precisare.”

I freschi li acquista in Italia e proprio grazie ai viaggi e alla conoscenza diretta, riesce a riproporre il gusto nipponico provato in prima persona.

La chef è una vera tradizionalista, non adatta i piatti del paese del Sol Levante al palato italiano, popolo che in realtà, ci dice, gradisce molto i sapori orientali senza particolari opere di convincimento.

 “Ho scelto una linea di cucina purista. Non è meglio o peggio, è così, io non faccio fusion”.

12-16 posti, non di più. La prima prenotazione possibile -noi la incontriamo alla fine di luglio- è per il primo marzo 2023 e non perdiamo neanche un minuto! 6 mesi di attesa, questi sono i numeri di Mikachan.

Eppure il suo successo, la sua arte e la sua conoscenza sono delicati, umili, accoglienti.

Che sia brava non lo diciamo certo noi, ma i fatti. L’80% dei clienti di Micaela sono stati in Giappone e gli stessi giapponesi frequentano spesso la sua trattoria.  Anche i suoi takoyaki qualcosa dicono!!!

Il diavolo sta nei dettagli.

Interno locale - oggetti giapponesi in vendita

“Voglio condividere la mia passione per il Giappone con la gente, non mi aspettavo il successo ed il consenso che ho avuto. Non riesco ad accontentare tutti velocemente, la mia trattoria ospita 12-16 posti a sera, per questo i tempi di attesa sono lunghi. Quando mi chiedono perché non espando la mia attività, rispondo che se mi ingrandissi finirebbe tutto. Io seguo e voglio seguire il processo a 360 gradi, cucino, accolgo gli ospiti e spiego loro i piatti che mangeranno.”

Parlare di ristorazione è riduttivo, sebbene sia eccellente; la filosofia del ristorante è proprio la condivisione dell’amore per il Giappone, attraverso la diffusione della cultura del Paese, facendoti sentire a casa.
Entrare nella sua izakaya è un po’ come essere catapultati in un manga, dalle atmosfere calde ed accoglienti, a partire dagli oggetti in giro in tutto il locale fino alla disposizione dei tavoli e del bancone. Nulla è lasciato al caso.

In sala c’è anche un televisore e durante la serata vengono proiettati i video e le foto del Giappone vissuto da Micaela, nei quali la stessa racconta la terra lontana e anche un po’ di lei.

“La gente mi chiede spesso informazioni in merito ai video, alle foto, ai posti visitati, tanta gente ha imparato ad amare il Giappone anche grazie a noi, questa per me è una grande soddisfazione”.

Nel locale vengono organizzati anche tanti eventi tipici delle festività giapponesi e dei mercatini.

 

Micaela cucina anche italiano, ma non si sente assolutamente una chef, pur avendo lavorato con ottimi riscontri per cene private, ma non avevamo dubbi.

Chiediamo cosa ha da imparare la nostra cultura dalla cultura giapponese.

La pazienza, l’umiltà ed il rispetto. Le basi. Umiltà per capire che non è detto che ciò che io faccio sia meglio di ciò che mi viene chiesto di fare. La pazienza perché se ci sono molti passaggi è perché c’è una ragione dietro ogni passaggio. Tutto ha senso nella cucina giapponese. Bisogna ascoltare prima di parlare, bisogna ascoltare e fare. Dopo si può chiedere”

Micaela ha  scritto anche un libro, Bancha, Giovane Holden Edizioni, nel 2017. Il libro non è autobiografico, per quanto possibile, ci dice.  Bancha è un tipo di thé, per lei importante.

Ce ne regala una copia e mi chiede di leggerlo prima di scrivere del nostro incontro. Cosa che ho fatto con grande piacere. Si respirano le atmosfere e sembra veramente di essere in Giappone!

No spoiler, ma è un romanzo appassionante che vi consigliamo di leggere!

Ramen - un capolavoro di gusto e sapori

Le chiediamo cosa si sente di dire ad una giovane imprenditrice in procinto di partire per un’avventura, magari con un’idea originale come la sua.

“Sicuramente, mi sentirei di dire che volere è potere, in quasi tutti gli ambiti.  Se una persona vuole una cosa, deve cercare tutte le strade per arrivare al risultato. Studiare, crederci e circondarsi di persone che le supportino nel raggiungimento dell’obiettivo

Più di una volta Micaela ci parla di quanto il marito le sia stato vicino, aiutandola nella trattoria ed in generale dandole sostegno, sempre.

Chiediamo infine se ha un’aspirazione, un progetto per il futuro, un sogno nel cassetto da realizzare.

Ci risponde che amerebbe fare un programma televisivo!

Sarebbe meraviglioso, aggiungiamo noi. E glielo auguriamo di cuore, perché se lo merita!

É un esempio di ristorazione culturale probabilmente unico in Italia. Cucina in modo divino cibo genuino giapponese, diffonde sapere e gentilezza!

Grazie Mikachan, non vedo l’ora che arrivi il 2023 per mangiare il tuo gustoso ramen!

Nel frattempo approfittiamo e ordiniamo qualche piatto a portare via, per gustarlo con unaTangerine!

 

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